Tanti auguri Audrey Hepburn

Il 4 maggio 1929 nasceva Audrey Hepburn, icona di stile che ancora oggi fa sognare tutte le donne. Speravo che Bianca nascesse in anticipo, magari proprio il suo stesso giorno, così le avrei raccontato del mio amore per quest’attrice, ma al momento non ci pensa proprio. Fa nulla…farò vedere ad entrambe tutti i suoi film!

Quello che ho sempre amato di lei sono la sua eleganza innata e la semplicità, quella che ritrovo ogni volta che vedo uno dei miei film preferiti “Colazione da Tiffany”.

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Ricordo ancora quando sono stata a New York e ho portato il mio non ancora marito proprio da Tiffany, per immortalare quel momento da film!

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Ma i racconti su Audrey non varcano mai la porta di casa. Ho deciso così di acquistare il libro “Audrey mia madre“, scritto dal figlio Luca Dotti il ritratto più privato di una delle icone femminili del Novecento.

Tra una ricetta, una fotografia e un aneddoto familiare, Luca rivela il lato meno noto di Audrey, che all’epoca della sua nascita, avvenuta nel gennaio 1970, si era allontanata dallo star system per dedicarsi alla famiglia. Al di là del tubino nero e dei grandi occhiali da sole, c’era una donna normale.

L’idea per il volume “nasce dal ritrovamento di un quaderno sfilacciato sul quale mamma trascriveva le sue ricette. Molte descrivevano piatti complessi, imponenti e ambiziosi, che però non sono mai arrivati fino alla nostra tavola da pranzo. Perché in cucina come nella vita, mia madre si era liberata a poco a poco di tutte le cose che non le appartenevano per conservare solo ciò che per lei contava davvero”.

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Pensate che si alzava tra le 4 e le 5 del mattino e credeva nelle virtù della prima colazione. Non la saltava mai, con madeleine e caffè latte. Ogni tanto poi si premiava con una colazione a letto (come mi manca!) e allora si riempiva di dolci fatti in casa, pane tostato, burro, latte, caffè, una rosa appena colta in giardino e una copia dell’International Herald Tribune.

Aveva anche una dipendenza: non poteva fare a meno della pasta al pomodoro. Si portava gli spaghetti anche in viaggio!

Insomma, vi consiglio davvero questo libro. Un modo tutto nuovo di conoscere al meglio la nostra amata Audrey Hepburn!

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