Social media detox: 5 modi per staccare

I social media sono il mio lavoro. Ho sempre lavorato al computer. Prima scrivevo solo per piacere, poi per vivere. Sono perennemente attaccata al telefono e questo poi si riflette sul comportamento delle mie figlie. Loro sono “native digitali” e vedere Beatrice che sa utilizzare l’Iphone meglio di me mi fa certamente piacere, ma pensare che già ad un anno, Bianca abbia già l’ossessione del mini schermo mi ha fatto pensare.

Noi diamo l’esempio, noi siamo l’esempio per i nostri figli. Quello che facciamo, diciamo e pensiamo viene immagazzinato da subito e si ritrova poi nei comportamenti dei più piccoli.
Lavorare al computer e sui social però non è una scusa. Tante volte il telefono diventa un nostro bisogno, non riusciamo a staccarci dalla tecnologia e così anche in vacanza, magari al mare, ci ritroviamo tutti col cellulare in mano a guardare le foto degli altri senza vivere il nostro momento, che sia in compagnia o in solitaria.

Non sono sicuramente la puritana che non fa mai vedere i cartoni alle sue figlie anzi. Ringrazio lo smartphone quando riesco a bermi un caffè in pace e faccio fare merenda davanti ai PJMask, ma in questi giorni ho pensato di mettere in pratica 5 modi per detossinarmi un po’ dai social media. Ho trovato lo spunto qui

5 modi per staccare dai social media

  1. Basta cellulari in camera: mi è successo spesso di svegliarmi di notte e di controllare i social. Guardare le foto, gli status degli amici, cercare profili nuovi da seguire su Instagram . Tenevo l’Iphone sul comodino perché mi faceva anche da sveglia e quando allattavo potevo controllare a che ora si fosse svegliata Bianca per mangiare. Ora però non allatto più, il primo che si alza è mio marito (quindi non ho bisogno della sveglia) e ho deciso che mi comprerò uno di quegli orologi vecchio stile. Quando mi sveglio, la prima cosa che voglio guardare è mio marito (o le mie figlie se sono nel lettone!)
  2. Limita l’utilizzo dopo la pubblicazione del post/immagine: basta fare refresh per controllare quante visualizzazioni sta facendo un post o una foto. Non serve continuare a vedere se i numeri crescono e quanti commenti ci sono. Controllerò domani.
  3.  Smetti di pensare che il blog sia la tua vita: è vero, il blog è il mio lavoro, ma proprio per questo non è la mia vita. All’interno c’è solo una piccola parte, quella che voglio che gli altri vedano. Se una foto non va come avrei voluto pazienza, andrà meglio quella dopo o forse, anzi sicuramente, devo ancora migliorare
  4. Non si lavora dopo le 22: questo è il punto più difficile. Avendo due bimbe piccole, il tempo per scrivere è proprio poco e tante volte mi sono ritrovata a lavorare dopo cena, con mio marito seduto sul divano. La sera invece è fatta per stare insieme. La giornata è bella se termina con un buon libro, un bel film o un po’ di sano sesso!
  5. Non fare i conti: i numeri crescono, ma molto lentamente. Vorrei che il blog crescesse di più e più in fretta, ma nel mondo dei social non è così semplice. Ho tanti progetti davanti a me che voglio che prendano vita e forse questo mi aiuterà. L’importante però è non fare paragoni con gli altri blog. C’è spazio per tutti. L’importante è trovare la strada giusta, rendersi riconoscibile e unica.

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